Orig.: Italia (2012) - Sogg. e scenegg.: Alessandro Genovesi, Fabio De Luigi - Fotogr.(Scope/a colori): Federico Masiero - Mus.: Pivio & Aldo De Scalzi - Montagg.: Claudio Di Mauro - Dur.: 90' - Produz.: Maurizio Totti e Alessandro Usai per Colorado Film in collaborazione con RTI e Film Commission Vallée d'Aoste.
Interpreti e ruoli
Fabio De Luigi (Paolo), Cristiana Capotondi (Margherita), Antonio Catania (Giorgio), Anna Bonaiuto (Clara), Dino Abbrescia (Pino), Laura Chiatti (Benedetta), Diego Abatantuono (Alberto), Andrea Mingardi (Dino), Ale (truccatore), Franz (becchino), Rachele Amenta.
Soggetto
Mancano tre giorni a Natale. Giorgio, sua moglie Clara, la figlia Margherita arrivano alle pendici del Monte Rosa, invitati nel castello appena acquistato da Alberto, scampato a una grave malattia. Alberto pensa di lasciare a Giorgio, già suo vice, il comando dell'azienda. Giorgio è teso sia per questo ancora segreto 'regalo' sia per l'imminente arrivo di Paolo, marito di Margherita, al nono mese di gravidanza. Dal momento in cui arriva, Paolo combina un guaio dopo l'altro, fino a procurare un incidente a Alberto, e ritenersi obbligato ad annunciarne la morte. Il dolore cala nel castello a cominciare dalla figlia di Alberto, Benedetta, anche lei incinta, ma dopo un'operazione in Spagna. In realtà l'uomo guarisce, si riprende e trasforma tutte le persone arrivate per la veglia funebre in invitati alla festa di Natale. Nel bel mezzo di musica e canzoni, Margherita accusa in anticipo le doglie dl parto. Difficoltà, imbarazzi, arrivo concitato dell'ambulanza. Infine la bambina nasce, e Paolo la tiene in braccio con enorme paura da parte della mamma e dei nonni.
Valutazione Pastorale
Dice Genovesi: "Il finale del precedente titolo (La peggior settimana della mia vita, 2011) era stato lasciato volutamente aperto(...) avevamo tutti voglia di proseguire, di ritrovarci per dare vita ad un'altra impresa e per fare un po' i cretini tra noi...". Così è stato, bisogna dire. Fabio De Luigi prosegue a dare vita "ad una serie ininterrotta di azioni maldestre, gaffe e situazioni assurde che coinvolge tutti i presenti nel castello". E gli altri personaggi che di volta in volta lo incontrano vivono reazioni stupite, arrabbiate, interrogative. Insomma tutto nelle regole di una comicità dissonata e un po' sgangherata, quà e là divertente ma forse poco controllata. La 'balordaggine' di Paolo risulta infatti fin troppo sottolineata oltre il necessario, anche quando si inoltra palesemente nei territori del 'non sense'. L'operazione è simpatica e gradevole ma il risultato è quello di una prodotto leggero e fragile, in linea con una commedia italiana di generose e limitate ambizioni. Dal punto di vista pastorale, il film è da valutare come consigliabile e nell'insieme semplice.
Utilizzazione
Il film può essere utilizzato in programmazione ordinaria e in seguito come prodotto di immediato consumo.