Orig.: Italia (2006) - Sogg.: tratto dall'omonimo romanzo di Pino Farinotti - Scenegg.: Claudio Malaponti, Graziano Prota - Fotogr.(Panoramica/a colori): Alessandro Pesci, Mauro Marchetti - Mus.: Pivio & Aldo De Scalzi - Montagg.: Osvaldo Bargero - Dur.: 108' - Produz.: Graziano Prota.
Interpreti e ruoli
Luca Ward. (Alessandro Forte), Alessandro Etrusco (Gesù), Rosalinda Celentano (Sara), Alessandro Haber (Angelo Profeti), Eleonora Brigliadori (Marta Piano), Emanuela Rossi (Ginevra Santi), Isa Barzizza (Elvira Marenghi), Pino Farinotti (Cesare Piano), Alessandra Barzaghi (Martina Marenghi), Paolo Limiti.
Soggetto
Nel pieno di una profonda crisi esistenziale, Alessandro Forte, pubblicitario 43enne, si reca a Gerusalemme e qui, nei pressi di Emmaus, incontra un uomo, che dice di essere Gesù. Cominciando a parlare con lui, tra stupore e scetticismo, Forte pensa di doversi ricredere e comincia a riandare con la memoria ad alcuni avvenimenti della propria vita professionale e privata: un'amica, Sara, che sta per morire; una presentatrice televisiva, Ginevra, che vuole provocare il pubblico; una coppia formata da Marta, costretta sulla sedia a rotelle, e dal marito Cesare; la sua stessa situazione di separato dalla moglie e dalla figlia piccola. Quando colui che dice di essere Gesù scompare, tutte queste situazioni trovano una loro, impensata ricomposizione finale. E ora Alessandro sa che da lassù gli sono arrivati dei segnali.
Valutazione Pastorale
Dice il regista Malaponti: "Il film intende essere un ragionamento sulla condizione dell'uomo occidentale (...) partendo da un presupposto laico, attraversa la religione cattolico-cristiana in un tentativo di attenzione, una speranza verso un destino che va considerato e ricomposto". Le intenzioni, per quanto già viste e sentite in molte circostanze, sono dunque valide e incoraggianti. Ed é vero che la parte, per così dire, descrittiva (ossia i casi raccontati) ha indubbi agganci con la realtà. Quello che manca, alla fine, é la capacità di sostenere il copione sotto il profilo drammaturgico-esistenziale. Quasi sempre il ritmo resta sotto quel livello di vivacità che serve a tenere desta l'attenzione, e la regia non va oltre una didascalica illustrazione dei fatti, che non arriva al cuore dei problemi e delle riflessioni. Insomma bisogna faticare per tirare fuori il messaggio rivolto ad una 'nuova' visione del mondo, per recepire sofferenza e palpitazione spesso soffocate da immagini fin troppo elementari. Dal punto di vista pastorale pertanto il film é da valutare come accettabile e nell'insieme semplice.
UTILIZZAZIONE: il film può essere utilizzato in programmazione ordinaria e in altre occasioni, ben tenendo presente la generale modestia della confezione.